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Dalla cuccumella alla moka
Dalla cuccumella alla moka: in mostra la storia della caffettiera italiana
Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia.
Una volta si beveva un caffè molto forte, dal gusto amaro, quasi bruciato.
Oggi il caffè è più delicato, morbido, aromatico. Il motivo?
È cambiato, ovviamente, il modo di prepararlo.
Quella della caffettiera è una storia di rituali, architettura e poesia.
Attraverso una selezione dei 240 pezzi della collezione dell’architetto Nedo Grasselli - che va dagli anni ’20 fino ai giorni nostri - la mostra proposta a 7.8.Novecento ricostruisce il rito legato alla preparazione della bevanda più amata dagli italiani.

Dall’infusione per bollitura, all’invenzione a inizio secolo della napoletana (la cosiddetta “cuccumella”) e nel 1933 della moka per opera dell’ingegnere Alfonso Bialetti, al sistema per realizzare la crema caffè, inventato nel 1948 a Milano: sono numerosi i sistemi per la preparazione del caffè che saranno raccontati in questa esposizione.
In mostra pezzi rari, come la caffettiera “Vesuvio” disegnata da Gaetano Pesce e prodotta da Zani & Zani o le mini caffettiere da viaggio “Stella” in argento o le caffettiee elettriche “Velox”.
Dalla cuccumella alla moka

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